Wednesday, 31 August 2011

Cresta di Santa Caterina

San Barnaba (SO): Io e Rick siamo appena scesi dal Badile, avendo scalato l'incredibile via Cassin, e ci rifocilliamo in val Bregaglia a casa della Ila. Siamo gasati e una chiamata di Diego ci rimette subito all'erta: puntiamo alla cresta di Santa Caterina sulla Nordend, Monte Rosa. E' una classica dell'himalayana parete est, e anche se non raggiunge i dislivelli delle altre vie le difficolta' sono sostenute, e l'ambiente appartato come non mai. Schizziamo a Croveo, val d'Ossola, dove ci incontriamo con Diego e Stefano. L'indomani partiremo col treno da Domodossola in direzione Zermatt! Il viaggio e' sonnolento, e arriviamo alla stupenda Zermatt per prendere l'ultimo treno, quello che ci portera' sul Gornergrat, dove la visione della nord del Cervino ci spalanca le mandibole. Assieme a una mandria di giapponesi veniamo sparati a oltre 3000m di quota, e fiacchi ci incamminiamo verso i 4000m del distante bivacco Gallarate, un nido d'aquila posto sulla vetta dello Jagerhorn con la nostra meta esattamente davanti.

Cervino N face. Shot: R. Di Ninni

L'affilata vetta dello Jagerhorn a sx, dove bivaccheremo. Shot: R. Di Ninni

Risalendo al colle dello Jagerjoch sentiamo un paio di assestamenti, e arrivati al colle una vista incredibile ci si scarta davanti. Risaliamo lo Jagerhorn fino al bivacco, che troveremo ordinato e pulito come un albergo. Lo Jacchini e' passato pochi giorni fa in elicottero a fare le pulizie! E si vede che non e' un posto con frequentazioni da "via normale" come quelle del bivacco Giordano al Balmenhorn o del Rossi e Volante al Breithorn. Ci prepariamo per la cena, Diego avendo messo i piedi sulla vetta effettiva dello Jagerhorn (sua missione nella vita e' metter piede su ogni cocuzzolo tra Valsesia e Val d'Aosta), e io non mangio causa mal di quota. Mi risvegliero' la mattina seguente pronto a mangiare la mia porzione di pasta al pesto.

Alba sullo Jagerjoch. Shot: R. Di Ninni

L'Est. Shot: R. Di Ninni

Primo torrione. Shot: R. Di Ninni


La mattina ha l'oro in bocca, e la cresta prende i primissimi raggi di sole, scaldando un poco la roccia. Partiamo su sfasciumi instabili, io legato con Rick, e Diego con Stefano. Mi sento subito un po' goffo, tant'e' che Rick mi chiede se sono sicuro di voler salire! Mi riprendo e parto per attaccare il primo torrione di roccia, con le scarpette. Diego e Stefano sono davanti e aprono i primi tiri, finche' Diego esagera con un aderenzoso traverso. Quindi prima di raggiungerlo salgo su dritto per una vaga fessura fino a incontrare ghiaccio e misto. Piazzo un piccolo nut alla bell'e' meglio e con fatica indosso scarponi e ramponi. Un piccolo boulder con uscita su crosta ghiacciata mi regala la prima sveglia della giornata, e con una classica scelta destra o sinistra mi fermo a sostare nel bel mezzo. Rick mi raggiunge e con le sue lenti bioniche vede un chiodo tutto a sinistra, lo raggiunge e riparto su terreno misto fino a raggiungere il secondo torrione, che il mio socio superera' per una fessura verticale e faticosa, sul VI e A1. Da li altro terreno misto non banale ci porta ad una compatta placconata. Rick lo supera con destrezza ed il terzo torrione si mette tra di noi e la parte superiore della via. L'esposizione comincia a farsi sentire, e anche il tempo comincia a imbizzarrirsi. Ormai nelle nebbie, la mia stamina mentale comincia a indebolirsi, cosi' Rick affronta anche il terzo torrione, sbagliando leggermente via. Affronta un ostico diedro con due passi boulder, e prosegue portandosi sull'aereo lato sud-est, con arrampicata su roccia molto verticale ma ben proteggibile. Da qui un'affilata cresta nevosa ci porta all'ultimo torrione, protetto da una barra di misto instabile. Riparto io che nel frattempo ho ritrovato le forze, e con un espostissimo e marcissimo traverso sul lato sud est mi porto sulla cima del quarto torrione e alla fine delle difficolta'. Vengo raggiunto dagli altri e ripartiamo di fretta per la vetta della Nordend, ad ancora un'ora di distanza. Sulla vetta non si vede piu' niente, e seguiamo la via normale di discesa fino alla Silbersattel, con ulteriore terreno misto e aeree creste nevose. 

La faccenda si fa affilata. Shot: R. Di Ninni

Misto prima dell'ultimo torrione. Shot: R. Di Ninni

Nordend summit. Shot: R. Di Ninni


Finalmente reperiamo la larga traccia che porta alla Monterosahutte, 2000m piu' in basso. La stanchezza ci cresce addosso a ogni passo, e scendiamo come automi assetati. Altri automi mi fermano per elemosinare dell'aspirina, bene prezioso a queste quote. Arriviamo poi all'inizio dell'infinita pietraia che ricopre la parte inferiore del ghiacciaio, e ci fermiamo accanto ad una rigola a bere e a fare rifornimenti d'acqua: sappiamo bene quanto costa una bottiglia piena nei rifugi svizzeri (anche 10€)! Con le ultime forze raggiungiamo, ormai al buio, il modernissimo rifugio dove dormiremo in una nuova e pulita stanza d'albergo.

In discesa, sguardo al Polluce e ai Breithorn. Shot: R. Di Ninni

Lo Ste al Monterosahutte. Shot: R. Di Ninni


Il giorno dopo faremo il lungo ritorno alla stazione del trenino del Gornergrat, ma molto piu' in basso. Attraverso ghiacciai, pietraie e infine sentieri ci godiamo l'incredibile anfiteatro della valle di Zermatt, e io sentendomi in piene forze mi sento di spingere e staccare tutti per restare un po' da solo in quella dimensione piena di luce, ghiaccio e roccia.

Verso la fine. Shot: R. Di Ninni


La via: Cresta di Santa Caterina, Punta Nordend, TD, 400m per le difficolta'

Dallo Jagerjoch tirare su dritti su sfasciumi fino all'attacco del primo torrione. Salire cercando le linee deboli per diedri e fessure (V/V+) fino a reperire un traverso con dei passi in aderenza verso dx. Quando si intravede una vaga fessura che sale in obliquo a dx risalirlo, e ora su misto piegare leggermente a sx (chiodo). Su dritti per misto fino al secondo torrione che si supera direttamente (VI o A1). Continuare sempre dritti su terreno misto seguendo piu' o meno il filo di cresta fino al terzo torrione, che si supera direttamente poi leggermente a sx, fino a reperire la cresta nevosa che porta all'ultimo torrione. Risalire il facile tratto di misto fino al muro di roccia, traversare a sx sull'esposto lato sud-est e risalire fino ad un pianoro nevoso al termine delle difficolta'. Da qui facilmente in cima per pendio nevoso e discesa dalla via normale. Sono presenti alcune soste attrezzate, in genere con maillon!

Materiale consigliato: Serie di friend C4 fino al #2-3, nut, materiale da misto.