Sunday, 8 December 2013

Torre Innerkofler: Goulotte Mistica

Riuscito all'ultimo a raccogliere il grano necessario alla trasferta do l'ok al quartetto e in cinque partiamo sui duri sedili schiaccia-chiappe della macchina di Filo, ore e ore per arrivare al passo Sella. Un pò di birre e ci stringiamo in tenda a -10, dove stranamente dormo beato nonostante anche l'irruzione poliziesca con frontale da 1700 lumen di un amico del gruppo che lavora casualmente all'albergo di fronte! La mattina finisco un pò della mia specie di stufato di legumi che ormai è un unico blocco di brina e un paio di sorbetti di uova sode e alle 5:30 partiamo all'inseguimento di due cordate partiti poco prima. Risaliamo il canale del Moppo e attacchiamo slegati la prima parte di goulotte dove le condizioni si rivelano subito ottimali con ottima neve polistirene. Siamo riusciti a partire per primi, fatto che risulterà fondamentale durante la giornata, date le troppe cordate che sentiamo avvicinarsi. Ci leghiamo io Filo e Jacopo e partiamo su una bella colata con agganci, risaliamo un canale e subito siamo di fronte al tiro chiave, una bella candela di 4/4+ con ottimi agganci e un'uscita tecnica. Da qui ci sleghiamo e corriamo su in vetta in poco meno di 3 ore totali. Molto facile come goulotte ma divertente e ideale per ricominciare a ravanare come si deve. La larga vetta è fantastica, come le vedute sul Sassolungo e a nord davanti a noi l'Austria si distende in larghe e solari vallate. Cominciamo le poco verticali calate rese un pò ravanose anche per via del traffico in via e senza intoppi arriviamo alla larga cengia dove traversiamo a sinistra (faccia a valle) per raggiungere una calata che deposita più vicini al colle del canale del Moppo. Scendiamo al sole ad aspettare Paolino e Daniele, e ci crogioliamo nelle belle vedute del flebile sole pomeridiano.

Via.: Mistica alla Torre Innerkofler (3098m), TD (IV, 4+), 500m
Materiale: nelle ottime condizioni attuali necessarie solo 4 viti da ghiaccio



Bivacco a -10..Shot: F. Forti


Attacco della via. Shot: F. Forti


Pendio della cengia. Shot: F. Forti


Primo tiro. Shot: F. Forti


Jacopo parte sul primo vero tiro.


Jacopo sulla candela, tanto ghiaccio!!


Filo esce dal tiro chiave.


Nel canale superiore. Shot: F. Forti


Quasi in uscita. Shot: F. Forti


Pianoro sommitale. Shot: F. Forti


180°. Shot: F. Forti


Summit.


Il crinale che riporta sulle piste da sci.


Monday, 2 December 2013

Tendini, Falesia, BAL+, Ski, Cascate del Lagrev: back on track!

Dopo quasi tre mesi torno in montagna. A settembre sono stato colpito dal famigeratissimo "turf toe", una tendinite all'articolazione dell'alluce classica nel football e la corsa in pista, probabilmente nata dall'uso di scarpette da arrampicata troppo piccole e soprattutto morbide. Corrici sopra et les jeux sont faits. Se non posso poggiare il piede farò trave, mi dico, e quindi ecco l'insorgere di tendiniti ai gomiti. Insomma mi riprenderò piano piano e zoppicherò verso le falesie, mia unica destinazione fino a poco fa, dove almeno ho tirato un pò su il livello chiudendo alcuni 7b in 2-3 giri. 

A Ottobre si è svolta nella falesia trad di Cadarese la seconda riunione dei BAL (Bocia Alpinisti Lombardi), ora BAL + dato che il gruppo si è aperto a livello "nazionale", e abbiamo incontrato gente da tricam provenienti dal lontano Est. Purtroppo salto il primo giorno e arrivo sorprendentemente ancora vivo con Saro e Lorenz sotto il diluvio, ci sbronziamo, faccio finta di dormire in una tenda allagata e ci alziamo come se avessimo bivaccato sull'Eiger. Qualche fessura da proteggere e un pò di birra ci rendono soggetti stranamente, speranzosamente fotografabili dai bravi Paolo e Nicola, e qualche nuova idea, qualche nuovo contatto fanno il successo della seconda edizione di questo ritrovo. 

Domenica scorsa una pellata in direzione Simplonpass con i miei vecchi Skitrab di secondamano mi fa capire che la pompa non si è azzerata del tutto, e allora sono pronto a tornare su terreni d'avventura! Sentiti Babbopowder e Ale, e sfruttando appieno il lusso del gioco a colpo sicuro che internet offre a un cittadino di pianura sempre al verde, viaggiamo verso l'Engadina per fare la classica trovata lunga d'inizio stagione su cascate facili: quelle del Lagrev. Parto con Babbopowder su Gugliawall, un 4, e subito trovo lungo, più del previsto. La mia solita attrezzatura rotondizzata da cascata rimbalza a ogni colpo, e dove non rimbalza affonda in una crosta dalle budella di polvere. Scendo che non ho voglia... Attacchiamo quella di sinistra, Lagrevfall sul 3/3+ dove il ghiaccio è ottimo e ci divertiamo. Una volta calati noto una variante per una fessura e una goulottina, prendo qualche friend e parto. La fessurina di pochi metri è perfetta in dry, piazzo un C3 viola in uscita e mi ribalto a sinistra sul terrazzino spiovente che da accesso alla goulottina di ghiaccio sottile ma ottimo. Finalmente mi sono risvegliato dall'ibernazione estiva e ritrovo un pò di fiducia negli attrezzi! Corro su euforico. La variante porta alla S1 di Gugliawall con una lunghezza indipendente, valutabile sull'M5 e WI3, molto divertente. La stagione del misto è aperta!

Pics by Alessandro Monaci

Bastionata del Lagrev, con la variante di Lagrevfall.
Primo giretto sulla fessurina.



Tuesday, 3 September 2013

Crozzon di Brenta: Via delle Guide

Ritrovato con Andre alle 4:30 a Milano, partiamo veloci per Madonna di Campiglio e verso le 10 attacchiamo questa storica via aperta da Detassis e Giordani nel 1935. Un piccolo aneddoto: Cesare Maestri se la scalò slegato e una volta in cima buttò giù la corda e se la riscalò in discesa... Subito mi accorgo di aver perso in qualche modo il piumino, e perdo del tempo a cercarlo, inutilmente. Spero ci siano delle belle coperte su al bivacco! Il primo tiro offre un bel strapiombino atletico, seguo Andre e riparto. Sono un pò lento, mi devo scaldare e comunque sono alle mie prime armi in Dolomiti. Andre mi urla di sbrigarmi e da allora viaggiamo spediti su per la logica linea. Qualche missilino errante ci vola vicino ogni tanto, abbiamo un paio di cordate sopra di noi, al Brentei ci dicono che hanno attaccato alle 5:30...
Ad un certo punto un sasso decide di puntarmi in faccia, e con un dito riesco appena in tempo a deviarlo, con conseguente sacca di sangue proprio sulla punta, perfetto per strizzare prese! L'arrampicata continua fluida, e pian piano ci avviciniamo alla cordata sopra di noi. Il tratto centrale caratterizzato da placche nere verticali e piccole fessurine verticali impegna il mio intuito, e dopo vari zig-zag mi porto verso sinistra sotto un diedro dove trovo una sosta con tre chiodi traballanti che rinforzo con il mio unico e mitico micronut portafortuna. Andre procede e con un altro tiro un po' tortuoso arriviamo agli ultimi tiri, meno impegnativi. Un 4+ non banale ci porta in direzione di un altro diedro dove Andre si innalza vari metri sopra un vecchio chiodo, e proprio mentre sta piazzando un friend vedo un sasso volargli silenziosamente sulla spalla. Un urlo acuto e lo vedo quasi perdere l'equilibrio, in un istante lo vedo volare sul chiodo, strapparlo e finire sulla mia sosta. Meno male che l'Andre si tiene e dopo qualche lamentela riparte bestemmiando contro quelli sopra di noi. Lo seguo. Praticamente nello stesso punto noto di colpo un ombra che mi assale, guardo su e una scarica enorme di sassi con in mezzo un masso grosso come un computer mi sta puntando. D'istinto mi spalmo contro la parete, mi pare di entrarci, e chiudo gli occhi. Riaperti, esplodo in un rabbioso sprint arrampicatorio e corro fuori da quel pericoloso diedro-imbuto. Ora siamo di nuovo su parete aperta e la via piega facilmente a destra, e abbiamo finalmente raggiunto gli scalatori-scaricatori. Li supero su un impegnativo tiro di 4+ un po' bagnato e con roccia nera mediocre, e arriviamo alla cengia superiore. Di li siamo in breve al pendio di I-II dove ci sleghiamo e corriamo in vetta. Andre mi precede, e quando sbuco dopo ore sulla ombrosa parete nord-est nella calda luce arancione serale l'appagamento è grande. Sono le 18:50 e ci sistemiamo nel piccolo bivacco di vetta. Più tardi ci raggiunge l'altra cordata, che conosceremo come Vick e Guido. Una nottata tormentata dal russare pesante di Guido si trasforma nel mattino, e la discesa ci aspetta. Slegati procediamo su strette ed esposte cenge, brevi tratti di arrampicata di II in salita e in discesa e traversando canali detritici. Sulla cima Sud attrezziamo una sosta con due chiodi e cordino giallo, una doppietta in quel tratto facilita le cose. A gattoni superiamo il divertente passo del Gatto e per avventurose cengette arriviamo finalmente alla enorme cima Tosa, dove un lungo ed estetico sentiero ci riporta al rifugio Brentei (dove ritroverò il mio piumino, e le ragazze del rifugio contente di vederci essendo preoccupate per la nostra partenza alquanto comoda) e in breve giù alla macchina.

Lista delle sfighe:

- batteria orologio scarica
- piumino temporaneamente perso
- camelback che perde acqua
- perso preziosissimo rinvio ange
- macchina fotografica kaputt
- sassi addosso

Ma alla fine siamo non meno che esaltati da questa incredibile via:

Via delle Guide, Crozzon di Brenta (3135m), V+, TD, 850m
Friend #0.3-3 BD e qualche TCU
Soste attrezzate a chiodi e chiodi lungo i tiri (non tutti buoni)
Roccia ottima eccetto qualche breve tratto

Pics by A. Ferrari

La meta. 







Rif. Brentei e Crozzon di Brenta.




Gli sfasciumi verso l'attacco.




Nei pressi dell'attacco.




L2.




L2.




L3.




Ok ho già perso il conto dei tiri..








































Uno dei V+.




Le placche verticali con fessurine dove non è facile trovare la sosta.











Verticalità dolomitica.
























Raggiunti Vick e Guido sull'ultimo tiro di IV+. 



















Ultimo facile tiro, poi si mette via la corda.

































Summit Summit!



















Fresca mattina.






Prima doppia dietro il bivacco.




Cominciano le cengette esposte.





















































Il passo del gatto.







































Faccio foto ai turisti..












Discesa dalla normale alla Tosa.