Thursday, 11 April 2013

Resegone: Canale Cazzaniga

Un giovedì di brutto tempo da sfruttare, ecco che arriva la proposta del Cazzaniga dallo Ste! Ci troviamo presto a Lecco e corriamo su al parcheggio della funivia per il Resegone. Prendiamo il sentiero n.1 e di buon passo arriviamo sotto al canale Comera, di cui percorriamo la parte iniziale. Dopo poco lo lasciamo per addentrarci nel tetro Cazzaniga, nei pressi di alcune lapidi, che gioia! Le condizioni non sono ottimali, tanta neve marcia e caldo, la roccia è fradicia e si sta alzando un gran nebbione. Lo Ste mi chiede se tentare o meno la salita, andiamo per il sì. Parto subito sul primo tiro alla sinistra del primo strapiombo del canale,  e un bel M3+ abbastanza marcio e difficile da proteggere mi sveglia piano piano. I ramponi non sono proprio l'ideale su placche di dolomia ma è un ottimo allenamento..Arrivo a una sosta con due chiodi e recupero il mio socio. La nostra dettagliata relazione, un sms sulle linee di "tiro a sx, sosta, tiro a dx, sosta, poi canale" ci costringe a guardare bene dove passare, e la parete sopra di noi non sembra molto invitante. Allora facciamo un breve tiro di collegamento nel canale, superiamo un piccolo boulder e troviamo un cordone con maillon attorno ad un grosso spuntone. Saliamo con qualche zig-zag su roccia sempre abbastanza marcia e lo Ste sbatte dentro 3 chiodi per recuperarmi. Proseguo per un sistema di vaghe cenge marce e mi riporto in direzione del canale, però dieci metri di discesa infida su placche compatte e neve marcia mi creano qualche problema. Faccio fatica a svegliarmi oggi, dopo una nottata passata insieme alla prima zanzara dell'anno..La roccia offre ben poco, micro fessure cieche e spuntoncini mobili. Trovo un fessurino e riesco a infilarci a suon di martellate un chiodo universale per 3/4, provo ad appendermici e tiene bene. Recupero lo Ste e gli propongo di usarlo per calarci nel canale, lui invece preferisce tirare su dritto sperando in un facile rientro nel canale più in alto. Essendo a casa sua acconsento, e parte su di un tiro di 60 metri infido e improteggibile, senza ramponi perchè lui preferisce così. Un volo per via della neve marcia su tratti di erba ripida o placchette lisce chiuderebbe le danze, ma arriva a sostare nei pressi di un alberello solitario. Arrivato su vado in avanscoperta in direzione del canale e mi ci faccio calare, lo Ste abbandona qualche fettuccia e un chiodo e mi segue con una doppia. Da qui siamo di nuovo sulla retta via e percorriamo per circa 80 metri il fondo del canale. Arrivo ad un buco con del ghiaccio e qui il canale si dirama. Guardo giù e nella nebbia fitta di colpo vedo una manciata di grossi massi cadere col silenziatore esattamente nel punto dove mi trovavo un paio di minuti prima. Delicatezze alpinistiche. Optiamo per la sinistra e saliamo per un vago diedro fessurato e successive placchette ricoperte di neve morente, c'è acqua ovunque! Siamo ormai belli bagnati e la nebbia ci inghiotte a singhiozzi. Aggiriamo uno speroncino a sinistra e rinveniamo un bel chiodo con fettuccia che sembra indicare una calata per poi uscire per pendii di neve marcia. Invece davanti a me trovo un bel buco adornato di piccoli ghiaccioli, non resisto e mi ci infilo. Ne esco direttamente sopra e su di un ultimo corto pendio arrivo alla cornicetta d'uscita su terra instabile e blocchi che crollano solo a guardarli. Infilo una fettuccia lunga che vada a circondare più "roba" possibile e con passo felpato esco su quelle orribili macerie, l'unico punto dove ho avuto un attimo di strizza oggi! Usciamo in un gran nebbione, un po' in ritardo sulla tabella di marcia, e corriamo giù per il Comera sotto una leggerissima pioggerella. La classica avventura dietro casa, da consigliare a chi ne voglia un pò!


Attacco diretto del Comera.

Ambiente!

Attacco del Cazzaniga.

Il primo strapiombo, da aggirare sulla sinistra.

Io su L1. Shot: S. Valsecchi

Ste segue all'uscita del primo tiro.

Secondo tiro.

La nebbia va e viene..

L3. Shot: S. Valsecchi

Fine del traverso del terzo tiro.

Ste riparte e andiamo fuori via!

Dopo il facile tratto centrale. Shot: S. Valsecchi

Il vago diedro fessurato e le placchette. Shot: S. Valsecchi

Verso la fine.

Le difficoltà sono finite.

La nostra variante per il buco.

Shot: S. Valsecchi

Ultimo ghiaccio..

Uscita!

Giù per il Comera, ancora sciabile!

La via: Canale Cazzaniga, TD-, M3+ max, sviluppo circa 400 m.
Imboccare il canale Comera, percorrerne i primi 100m. Quando questo gira a dx, continuare invece dritti per il Cazzaniga. Attacco nei pressi di una lapide. Aggirare lo strapiombo a sx, M3+, e rientrare nel canale dove verso dx si vede una sosta (2 chiodi). Breve trasferimento nel canale, superare un boulderino e di nuovo sosta su cordone a dx. Salire verso dx, M3, e poi piegare a sx e sostare in prossimità di una serie di cenge. Continuare verso sx in traverso sfruttando delle cengette, un paio di passi di M3, e poi scendere di nuovo nel canale. A seconda delle condizioni potrebbe convenire lasciare un chiodo e fare una calatina di 10m. Seguire facilmente il fondo del canale, superare un facile risalto risalto roccioso passando per un buco e quando il canale si biforca prendere a sx superando un vago diedro-camino e continuare per placchette e pendii di neve fino ad aggirare uno speroncino. Dietro si trova un chiodo da utilizzare per probabile calata nel canalone sottostante e uscita per placchette e neve. Noi abbiamo tirato dritto passando dentro a un caratteristico buco, e poi rimontandoci sopra per uscire su breve pendio marcio. Tecnicamente non difficile ma da non sottovalutare per via del terreno insidioso e poco proteggibile e il pochissimo materiale in loco.
Materiale: Friend fino al #3 BD, assortimento di chiodi a lama e universali, meglio se corti. Nut inutili.