Sunday, 30 June 2013

Ancesieu: Due Sogni

Finalmente convinco Lore a fare un salto a questa bella parete. Partenza alle 6:40 da Milano, arriviamo a Lasinetto che sono 10 gradi, e l'ombra dell'Ancesieu fa battere i denti solo a guardarla. Quindi ce la prendiamo comoda e risaliamo il combetto degli Embornei a passo di merenderos. Infidi colatoi di granito levigato e acqua acquitrinosa, con un bel contorno di zecche affamate che aspettando nei ciuffi di erba scivolosissima. Incontriamo Tito e compari che si preparano per una delle vie della parete, e noi proseguiamo fino al nostro attacco, nei pressi di un alberello. Il primo tiro è un bel 6b+ di placca a microtacche, circa cinque spit in 30 metri. Nonostante le dita congelate Lore se lo spalma subito a vista, e parto anch'io sempre con le dita insensibili a raggiungerlo. Il tiro successivo è un 6c bello tecnico in un vago diedrino, e appena parto sento di essere in giornata decisamente no. Infatti faccio un voletto sul passo chiave, non vedendo una tacca semi-nascosta, ma arrivo comunque in sosta senza troppe grane. Bene, questo doveva essere uno dei tiri chiave! Una facile lunghezza ci porta ad un bel fessurone verticale di 6b, che si ammorbidisce con un paio di friend grossi (3 e 4 BD). Faccio molta fatica a dare il meglio di me oggi ma poco male, salirò alla bell'è buona. I tiri duri che faccio da secondo li faccio in una libera onirica, mi sembra di dormire ma facendo quella fatica ovattata come in un sogno. I tiri faticosi si succedono, un risalto dulferoso, un tetto da bicipiti, altri risalti d'equilibrio e tenenza. Una bellissima fessurona di 5c tutta trad da un pò di respiro, ed è il tiro più bello della via. Continuiamo fino alla L11, un 7a. Lore parte deciso ma improvvisamente il collo gli si incricca e non riesce più a guardare verso l'alto! Aspettiamo per vedere se gli passa ma niente, anzi peggiora. Siamo praticamente a due tiri e mezzo dalla vetta ma in queste condizioni Lore non riesce a scalare, e neanche a fare sicura decentemente. Quindi buttiamo le doppie a malincuore, e non senza la penultima doppia incastrata in un lamone siamo giù a scendere il combetto. Bella giornata, la via me l'aspettavo più dura a leggere i vari commenti sul web. Dove serve la spittatura è obbligata ma mai lontana, mentre nelle fessure ci si protegge a piacimento. Serie di friend dal #0,3 al 3 BD, 1 micro rosso utilizzato varie volte e proprio volendo un friend del 4. Se si vuole essere ultra tranquilli raddoppiare 2 e 1. I nut non li abbiamo usati. Difficoltà max 7a (6b+ obb), abbastanza continua e fisica.




L1 lore parte sereno.




L1, raggiungo la sosta. Shot: L. Avanzini




Parto su L2. Shot: L. Avanzini




Lore all'uscita di L2.




Uscita di L4.




L5, bella fisica e tecnica!




L6, bel tetto di 6b. Shot: L. Avanzini




Lore mi raggiunge alla sosta appesa.




Comoda sosta appesa.





Io su L8, stupendo e per fortuna niente spit! Shot: L. Avanzini




Guardando giù su L8.




L11, colpo della strega al collo per Lore!! Game over.




I dintorni..




L'Ancesieu.

Wednesday, 26 June 2013

Mottarone: Escursione Termica

Finalmente qualcuno mi approva questa via! Con Andre, Fabio e Matteo la macchina ci porta sui freschi pendii erbosi del Mottarone, dove come al solito una vista spaziale ci si apre davanti. E giù verso l'attacco, chiacchierando troppo e mancando il colle delle guide! Dopo qualche ravanata troviamo il nostro pilastro adornato di due bandierine, gialla e rossa. Ci caliamo lungo la via, rimanendo alquanto delusi da quello che vediamo, tiri un po' corti ed erba nelle fessure. Andre e Fabio scendono alla base del primo tiro, distaccato da un collegamento erboso. Tornano su, dicono che non vale la pena. Partiamo un poco svogliati sulla facile lunghezza di 5a. Raggiungo Teo in sosta e mi spalmo sulla seconda lunghezza, un 6c+ con un passetto un pò morfologico e di movimento. Corto ma molto divertente, la roccia comincia ad essere più bella di quello che abbiamo constatato scendendo. Teo mi raggiunge e prova a passare sulle lisce placche del successivo 6c, ma torna indietro scoraggiato dalla spittatura obbligata di un passo. Quindi riprendo il comando e la spunto, anche qui a vista, con dei bellissimi passi d'equilibrio incrociando i piedi e usando qualche raro buchetto svaso. Molto bello e old school! Comincio ad essere voglioso di fare tutta la via onsight, ma il primo tiro in fessura della variante di sinistra mi regala una secchiata d'acqua fredda. Un inizio molto fisico e un'uscita su fessura svasa difficile da sfruttare ad incastro mi danno un po' da penare. Nel frattempo Andre e Fabio sono partiti per la rotta originale, su un duro tiro di 7b per giunta bagnato. Bestemmie che volano! Ma la roccia è incredibile, luminosa e aderente, e mi sono già innamorato di questa via. Per giunta una fresca brezza rende la temperatura semplicemente perfetta! Teo prova a partire sulla fessura dopo, un 6c+ con un bel passo strapiombante, ma deve di nuovo tornare giù a passarmi la patata bollente. Quindi passo, non a vista purtroppo, ma poi la fessura diventa più facile ed è solo goduria arrampicatoria su stupende fessure e lame stondate, secondo me uniche. Un ultimo tiro di 6a, facile ma non troppo, dove finalmente Teo riesce a dire la sua e siamo su. 

Dalle prime impressioni deludenti all'entusiasmo crescente su ogni tiro, questa via si è rivelata una vera chicca, bravissimi Pellizzon e Paleari per l'intuito. Una via da consigliare agli amanti del granito, nel contesto bello e particolare del Mottarone.



L3, Teo mi raggiunge in sosta.



L4, Fabio si spalma sul granito. 



L4, l'aderenza è perfetta e la roccia non sgrana!



L5, mi muovo verso la fessura della variante di sx aperta da Pellizzon e Manoni.



Si comincia a soffiare.



Intanto Andre parte per la via originale.



Sosta appesa dopo L5.



Cambio di prospettiva. Shot: A. Ferrari



Andre sul 7b bagnato dell'originale.



L6, Teo prova a forzare lo strapiombo.



L6, Teo segue.



L6.



Fabio esce sulla cuspide di roccia pazzesca.



L7, Teo parte deciso.



Summit!

La Via: Escursione Termica, 200m. Apritori Maurizio Pellizzon e Alberto Paleari. Per la variante si sinistra, Pellizzon e Fabrizio Manoni.
Difficoltà 7b (6b obb) per l'originale e 7a (6b obb) per la variante.
Consigliati friend BD #0,3-3 raddoppiando #0,5 e 0,75 (per la variante di sx).

Thursday, 20 June 2013

Sigaro Dones: Gasomania+Colombo

Mentre medito sulla possibile estinzione di massa del genere umano per causa di enormi depositi di metano pronti a dissolversi nell'atmosfera da sotto i sempre più deboli ghiacci artici (interessante articolo qui: http://www.independent.co.uk/news/science/vast-methane-plumes-seen-in-arctic-ocean-as-sea-ice-retreats-6276278.html), vado a farmi un paio di vie in Grignetta con Ale. Un po' di sana verticalità sul Sigaro Dones è quello che ci vuole, inoltre non ci ho mai scalato. Indosso il mio cappello da deserto con copri-coppino e sotto un gran caldo andiamo all'attacco di Gasomania, dove un infido, viscido e bagnato fessurone fuori misura di VII- mi dà il buongiorno. Qualche fittone permette di salire senza friend del 5, e mi porto strisciante in catena con bei incastri di spalla-gomito che mi strappano la maglietta sull'unico artiglio affilato della zona! Un facile tiro per Ale e siamo davanti al tiro di VII+, che comincia con bellissimi allunghi su buconi distanti. Uno strapiombino esposto poi da accesso alla parte finale sulla solita roccia eccezionalmente erosa dei magnaghi. Via bellissima, varia e divertente, consigliatissima!

Calata verticale e incontriamo Riccardo, solitario che come noi aveva adocchiato la via Panzeri sul Magnago Meridionale li di fianco. Purtroppo è bella bagnata e quindi ci mettiamo tutti sulla Colombo sempre al Sigaro. Dopo un facile tiro ale parte su un VI+ bello verticale su ottime tacche, e il successivo  passo strapiombante di VIII- mi nega il passaggio a vista. Pazienza, Riccardo che ci segue in solitaria lo farà al posto mio! Fa un gran caldo e i passaggi faticosi ci fanno sudare come burocrati senza aria condizionata. Anche questa bella via ma che non raggiunge la bellezza di Gasomania.

Entrambe ben chiodate a fittoni e chiodi. Qualche friendino piccolo utile per integrare, magari un #2 o 3 C4 per il primo tiro di Gasomania. Comunque i passi duri sono azzerabili, specialmente sulla Colombo.




L1 Gasomania. VII- dal sapore alpinistico! Shot: A. Monaci



L1 Gasomania. Tra poco si incastra di spalla-gomito. Shot: A. Monaci



L2 Gasomania. Shot: A. Monaci



L3 Gasomania. Shot: A. Monaci



L2 Colombo. Bel VI+



L2 Colombo.



Riccardo in solitaria su L2 alla Colombo. Shot: A. Monaci



Shot: A. Monaci



L3 Colombo. Shot: A. Monaci



Peccato per il voletto! Shot: A. Monaci





Monday, 17 June 2013

Ratikon: Kamala e Galadriel

L'indecisione pre weekend finisce col decidere per il Ratikon con Lore e Marco. Sabato mattina alle 6:20 siamo a Drezzo e montiamo tutto sulla macchina di Marco. Attraversiamo la Svizzera in direzione di Schiers. La stradina che poi ci porterà a destinazione, un disperso piazzale in mezzo alle montagne di confine con l'Austria, è abbastanza impervia, e costeggia enormi frane che sembra vengano giù piano piano. La BMW fa un pò di fatica e con un leggero ritardo arriviamo praticamente sotto le impressionanti pareti. Qui ci sono vie del calibro di Wogu e Silbergeier, vie leggendarie. Partiamo con calma, anche troppa, verso la VII Kirchlispitze e decidiamo per Kamala, una delle ultime nate in zona, 7a e 6b/+ obbligato lunga 370m. Ci sono due cordate davanti ma noi essendo in tre saremo più lenti, e cominciamo la nostra due giorni di arrampicata sportiva su un 6c bello duro. Subito dopo un 7a di movimento, ma per ora la roccia non ci fa impazzire. Dovremo aspettare i tiri superiori per avere un vero assaggio di Ratikon. La via si lascia scalare senza problemi, la spittatura è nuova e ravvicinata. Unico neo è che Lore ha un dito scassato da un tiro cattivo a Galbiate. Tirando le somme ci aspettavamo più ingaggio, e cominciamo subito a sparare alto su vie più dure per il giorno dopo. Tornati al parcheggio troviamo i Ragni di Lecco, che poco dopo sotto una leggera pioggia partono su verso le pareti con la frontale, per tornare più tardi con dei francesi..probabile salvataggio?
Cullati dalle Asahi di Marco ci addormentiamo nella nostra tenda, in mezzo al nulla con intorno climbers dall'aria esperta, è un posto veramente sperduto!






I Kirchlispitze.



All'attacco di Kamala



L2, un 7a ipertecnico.



L2.



Pareti incredibili.



L7, un lunghissimo 6b, stupendo!



Lore e Marco seguono.







L8, un bellissimo 6b+ con strapiombino iniziale.



Exit! Vista sull'Impero.



Il giorno seguente ci dirigiamo verso la V Kirchlispitze, dove saliremo Galadriel, 6c+, 6b/+ obbligato, 420m. E' una via più storica di Kamala, quindi la useremo per avere un'idea migliore degli standard della zona. Anche oggi abbiamo un paio di cordate davanti, e qualche pietra volante ci sibila vicino ogni tanto. Pur essendo vie sportive, l'ambiente rimane prettamente alpino. La sera prima una frana colossale sul Drusenfluh ce lo ha ricordato bene. Quindi partiamo su una serie di tiri attorno al 6b già da subito belli e tecnici, una scalata di movimento che mi si addice abbastanza. Qualche cengia erbosa e siamo al cospetto della parte più verticale della parete, sette tiri fantastici. Marco parte e la scalata più verticale rimane comunque molto improntata sull'aderenza e sul movimento, dove spesso mi trovo aperto come un libro a tirare minime rugosità verticali. L'aderenza è spettacolare, mai visto un calcare così. Sulla sinistra vediamo la spettacolare parete che ospita Silbergeier, via mitica di Kammerlander con un obbligatorio di 7c...e c'è qualcuno stranamente appeso al primo tiro di 8b! Nel frattempo arriviamo al nostro tiro chiave, un 6c+ che il sito di Paolo & Sonja definisce chiodato decisamente lungo nel finale. Parto desideroso dell'a-vista dato che finora ho scalato tutto in libera. Ma un rinviaggio con piedi spalmati sul nulla mi suggerisce di tenere un'attimo il rinvio. Alla mia destra vedrò poi che avevo una presa buona, impreco assai! In traverso la spittatura si allunga e ad un certo punto non vedo il prossimo spit. Tiro fuori un micronut, l'unico che mi sono portato, e lo piazzo di traverso in un fessurino. Lo spit è qualche metro in basso e verso destra, ma alzandomi ancora un poco, con conseguente uscita del nuttino, vedo per fortuna uno spit mimitezzato vicino a me! Un'uscita più verticale, di difficile lettura con un ristabilimento tecnico e sempre obbligato mi porta in sosta. Da qui un traverso estetico porta a uscire decisamente a destra. Parto per un bellissimo tiro di 6b/+ chiodato lungo ma giusto, in forte esposizione, e raggiungo una grossa nicchia dove ci sarebbe stata la sosta che non vedo (leggere le relazioni!) e continuo ancora in traverso su un tiro di 6b+/c (6c+ secondo il Vitali) che poi si raddrizza decisamente. Le corde cominciano a tirare paurosamente, al punto che con 45 metri di corda fuori che tira ad angolature terribili mi devo appendere a ogni spit, recuperare qualche metro di lasco a gran fatica e ripartire, preferibilmente senza volare. I miei soci non mi sentono, ma vedo la sosta, e con una fatica da antologia ci arrivo. Mi è sembrato di scalare con uno zaino da 30 chili.. Riuscivo ad appendermi agli spit semplicemente grazie al tiraggio delle corde!! Dopo un po' di schiamazzi vari riesco a far capire ai soci che non sono fuorivia appeso ad un micronut e mi raggiungono per poi camminare alla vetta su un facile 5c. Da qui la vista spazia sul Ratikon Austriaco, pare disabitata e selvaggia. Bellissima via sportiva, la prossima volta torneremo con mete più ambiziose!


Al centro, la V Kirchlispitze. Galadriel percorre la zona in ombra sulla sx.



Il Ratikon.



Marco sulla roccia epica di Galadriel.







A metà via.



L8, lunghezza chiave.



Lore cerca qualcosa.



Uscita di L8.








La roccia ancora incredibile di L10.



Colline Ratikoniane semi deserte.



Il Drusenfluh.








Si torna a casa.