Friday, 26 July 2013

Wenden: Excalibur

Una furgonata con il sottoscritto, Rick, Fabio e Dimitri si aggira di notte sulle esposte strade di misteriosi valichi nel cuore della Svizzera. Piove. Ma arrivati a Wendenalp il cielo si apre e ci accampiamo. Io e Rick dormiamo all'aperto sotto una luna nascente maestosa, la mente ci lascia per un viaggio astrale. Dietro di noi i monolitici paretoni del Wendenstocke brillano pallidamente e ci osservano. Mi ritorna la voglia di alta montagna selvaggia.

La mattina seguente apro gli occhi e vedo Fabio che ci squadra perplesso: dovevamo alzarci all'alba per fare Caminando, ma all'ultimo abbiamo optato per Excalibur, più corta e meno intensa, Rick preferisce un approccio "soft" al luogo.

Dopo il solito ripidissimo avvicinamento su erba e detriti (attualmente agevolato da una lunga fissa nel tratto finale verso Excalibur) arriviamo allo zoccolo basale che dà accesso al settore, due tiri di 6a+ e 6b che fungono da ottimo riscaldamento. Alla prima sosta noto subito che Rick non è in forma e mi chiede di tirare anche il prossimo tiro. Arriviamo alla grossa cengia erbosa alla base della parete vera e propria, ed è alquanto impressionante: una compatta placconata basale che si verticalizza pian piano sino a diventare decisamente strapiombante verso la fine.
Rick parte poco deciso sulla prima lunghezza di 6b e dopo vari tremolanti tentativi decide poi di farsi calare: non è giornata..Prendo di nuovo il comando e navigo sulla stupenda placconata con piccole ma nette prese e spalmi di piede, e arrivo al punto dove a quanto pare molte cordate desistono, come testimonia un bel moschettone da calata. In effetti il prossimo spit è lontanino...parto calmo e con sorprendente scioltezza leggo perfettamente la roccia per poi arrivare ad una bella zanca nascosta. Di nuovo il prossimo spit è lontano ma si integra alla perfezione con uno 0.5 BD. Alla fine non è niente di così psicologico, diversamente da quando fu aperto a soli chiodi (praticamente in free solo!). Ne rimane uno in uscita prima della sosta, ormai cementificato nella roccia! Lo stesso apritore di questa prima via del Wenden è tornato poi a spittare l'intera via.
Da qui una bella lunghezza di 6a ci porta su terreno decisamente più verticale fino al prossimo tiro di solo 5c+, ma decisamente impegnativo. Un bel diedro fessurato, a tratti strapiombante, interamente da proteggere con friend dallo 0.2 al 2. Anche un paio di nut medi non guastano. Si trova solo un bel nut incastrato con fettuccione alla base dello strapiombo d'uscita. Di certo è il tiro che mi ha impegnato di più, passando sul total trad rallento sensibilimente..
Il successivo 6a riesco a farlo tirare da Rick, ma sarà l'unico di oggi. Un muro verticale con una fessura finale interamente da proteggere. Arrivo in sosta e lo vedo bianco come un cencio! Il tempo passa veloce e mi lancio sul prossimo 6a che con un bel traverso verso destra porta alla base di un'altra fessura, facile. Prima stanco, ora recupero un po' di forze avendo mangiato e mi lancio sull'ultimo tiro impegnativo della via, un 6a+ con una prima sezione chiodata lunga e di non immediata lettura. Un delicato traversino verso la fine di una piccola fessura irregolare sulla mia destra mi permette di infilarci qualche traballante friend dandomi lo spunto per uscire verso un bellissimo muro verticale ora chiodato decisamente tranquillo. Un ultimo strapiombo con passo di blocco mi deposita in sosta, dove decidiamo di calarci risparmiandoci l'ultimo facile tiro di 5c+. Gli altri sono già scesi e dobbiamo tornare a Milano, meglio muoversi con le doppie!

Excalibur, 350m, ED-, 6b (obb.). Chiodatura S3, integrabile con friend BD #0.1-2.
L1 e L2 (zoccolo basale) 6a+, 6b (prendere la variante di sx)
L3 6b
L4 6a
L5 5c+
L6 6a
L7 6a
L8 6a+
L9 5c+




L2. Shot: R. Di Ninni




L3.




L3. Shot: R. Di Ninni




L4. Shot: R. Di Ninni




L4. Shot: R. Di Ninni



Rick parte su L6



Bella esposizione Wendenica.




L7. Shot: R. Di Ninni



L7. Shot: R. Di Ninni



Doppiette aeree..Shot: R. Di Ninni




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