Friday, 2 August 2013

Monte Bianco: Cresta dell'Innominata

Sceso da una sfacchinata tremenda nella conca di Macugnaga, il Tommy mi propone l'Innominata. Ho poco tempo per tornare a casa, fare lo zaino, cenare e dormire un paio d'ore, e in men che non si dica sono in viaggio verso Freney! Di nuovo un bel carico sulle spalle e su in 5:30 fino ai bivacchi Eccles, passando per un caffè offertoci dai gentilissimi gestori del rifugio Monzino. Rimontiamo il ghiacciaio del Brouillard in condizioni strepitose e ci appollaiamo al bivacco Crippa in compagnia di un paio di guide e dei ragazzi che più tardi scenderanno dalla direttissima al Pilastro Rosso. Scoprirò anche che i miei soci mi hanno messo un pacco di vino nello zaino!! Oziamo a lungo fino alla sveglia comune alle 2.00 e con un ottimo rigelo attacchiamo il traverso nevoso che ci porta al colle Eccles. La guida francese con il suo amico scendono verso il Pilone Centrale, mentre noi proseguiamo verso la cresta con due cordate di messicani sopra di noi. La cresta è fin da subito divertente e facile, fino al primo tiro di V+, non banale con guanti, frontale e ramponi. Alcuni altri tiri sul 4+, con passi interessanti ci portano verso difficoltà minori ed affilate crestine di neve, verso il grande anfiteatro conosciuto per le sue scariche di ghiaccio e pietre. E' ancora presto quindi le condizioni sono ancora buone, io sto ancora scalando con il piumino..Andre va in testa e qualche breve tratto ghiacciato fa penare i miei consunti ramponi stondati ma passiamo velocemente sotto una breve scarica di pietre fino ad un ripido canale che ci porta sulla cresta alla nostra sinistra, che con un bel pendio di neve un po' granitosa ed una poco marcata crestina ci porta all'inserzione con la estetica cresta del Brouillard. La via è passata abbastanza in fretta, e ci siamo anche abbastanza rilassati durante la salita. Prendo il comando e cavalco la sottile cresta finale che ci porterà sotto il Monte Bianco di Courmayeur e verso il Mont Blanc, dove spira un freddo vento da nord-ovest. E' la mia prima volta in vetta al Bianco, e i metri che precedono la vetta li percorro con una certa eccitazione. Noto che siamo in pochi vista la giornata eccezionale che abbiamo..Ma appena ci apprestiamo a scendere in direzione del Gouter vediamo una processione himalayana di zombie che arrancano sbilenchi verso la cima, un passo un respiro. Le attrezzature sono le più varie, dalle mascherine da sci ai cappelli di paglia alle scarpe da ginnastica, e arrivati alla capanna Vallot entriamo a dare un'occhiata. Una bella cacata di qualche disperato individuo ci accoglie davanti alla scala d'accesso, e salendo entriamo in una specie di alieno mausoleo metallico vuoto, se non fosse per i numerosi pezzi di teli termici stracciati, forse da qualcuno in preda alla pazzia bianca? Mentre penso a qualche analogia con vari film surreali, mi accorgo che in mezzo alla scena alcuni corpi moribondi si trovano al centro della scatola. Ci guardiamo e usciamo dal silenzio religioso del mausoleo, contenti di avere di nuovo il freddo vento in faccia. Andre nel frattempo è uscito dal WC con una faccia disperata..La discesa è ancora lunga e arrivati al Gouter possiamo toglierci i ramponi. Guardo giù verso il nostro ripido sentiero di pietre e vedo ancora centinaia di persone con le facce contorte dalla sofferenza, cordate in difficoltà sulle più elementari difficoltà, zaini da cento litri assolutamente pieni. Arrivati al Nid d'Aigle scopriamo che il trenino è pieno, costa tanto e il prossimo è un'ora più tardi: scendiamo a piedi. Le ginocchia cominciano a farsi sentire ma Andre e Tommy corrono giù come se niente fosse! La vegetazione si ispessisce e il sentiero sembra non finire più. Finalmente arrivati a Les Houches chiamiamo una decina di numeri taxi, ma nessuno si fa vivo. Saranno due autostop a portarci al punto di partenza, ringraziamo il francese e i due romani, Massimo e Zeila, tutti alpinisti. Una pizza a Courmayeur marca la chiusura del cerchio.

La via non è tra le creste più belle che abbia percorso, ma l'ambiente è assolutamente selvaggio e spettacolare. Le difficoltà sono perlopiù concentrate all'inizio, il tiro di V+ è divertente e fa soffiare. Volendo si può azzerare il passo chiave con un nut incastrato. Per il resto la roccia non è malaccio e a patto di avere lo zero termico non troppo alto e un pò di neve il terreno non è particolarmente infido. Per la discesa consiglierei di passare dalla Midi, si risparmia tempo e fatica. Usati qualche friend e una vite da ghiaccio corta. Un grazie particolare ad Andre per le spettacolari foto!


La meta da Freney. Shot: A. Ferrari




Shot: A. Ferrari




Shot: A. Ferrari




Alla base del Ghiacciaio del Brouillard. Shot: A. Ferrari





Sotto i pilastri del Brouillard..Shot: A. Ferrari




Qualche crepo da superare. Shot: A. Ferrari




Lo spettacolo della Noire. Shot: A. Ferrari




Bivacco Crippa. Shot: A. Ferrari




Al tiro di V+. Shot: A. Ferrari




Il Tommy sparisce sul tiro chiave. Shot: A. Ferrari




Sulla cresta. Shot: A. Ferrari




Alba sul Monte Rosa. Shot: A. Ferrari




Sguardo giù verso il Colle Eccles. Shot: A. Ferrari




Verso l'anfiteatro. Shot: A. Ferrari




Shot: A. Ferrari




L'anfiteatro da attraversare in diagonale.




Tommy in sosta.




Attraversando l'anfiteatro.




Raggiunta la seconda cresta.




L'ultima crestina prima del raccordo con la cresta del Brouillard.





Cresta del Brouillard. Shot: A. Ferrari




Sguardo indietro...Shot: A. Ferrari




Verso Sud.




Summit Summit! Shot: A. Ferrari




4810!





La luuunga discesa..Shot: A. Ferrari





Shot: A. Ferrari 





Il Gouter. Shot: A. Ferrari





Scorciatoia per Les Houches?